IL DIALOGO DELLE CULTURE
 
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Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

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AVVERTENZE SUGLI ERRORI CHE ALCUNI PELLEGRINI COMMETTONO NEL CORSO DEL COMPIMENTO DELL'HAJJ

 
 

Alcuni di questi errori sono collegati a questioni di fede, altri a questioni di natura pratica. Uno degli errori di fede consiste nel fatto che alcuni pellegrini visitano tombe o cimiteri a Mecca o Medina per ricorrere ai morti come un intermediario e ricevere benedizioni dalla loro tomba: o invocano le qualità del morto nel pregare Allah: o ricorrono a simili credenze pagane che sono in contrasto con gli insegnamenti del Profeta circa le visite a tombe. I fini della visita ad una tomba dovrebbero essere soltanto quelli di meditare, ricordarsi della vita nell'aldilà e di chiedere ad Allah perdono per i musulmani morti, come insegna il Profeta .
La visita non dovrebbe comportare un viaggio. Il Profeta ha detto quanto può essere tradotto per significare che Egli ha raccomandato di non visitare tombe, ma se queste vengono visitate chi lo fa dovrebbe farlo soltanto perchè le tombe ricordano la vita futura. Il Profeta aveva l'abitudine di invocare il perdono di Allah e la Sua misericordia per i morti, quando visitava le loro tombe. Questo è Vinsegnamento del Profeta circa la visita a tombe. Colui che le visita deve riflettere sull'insegnamento e seguirlo. Egli dovrà anche invocare perdono e misericordia per i morti.(se erano dei musulmani). E' contrario agli insegnamenti del Profeta visitare tombe al fine di pregare Allah od ottenere benedizioni dal morto, od invocare il suo nome nel pregare Allah, o il pretendere di fame un intermediario con Allah. Fare questo implica il credere nell'esistenza di esseri associati ad Allah, o una condotta che porta a tale erronea convinzione: ciò è in contrasto la religione, con l'Hajj ed i suoi obiettivi.
Altri pellegrini affaticano il proprio corpo e sprecano il loro tempo ed il loro denaro visitando diversi luoghi a Mecca o Medina. Essi visitano le caverne di Hera e Thor in Mecca, ed altri posti simili: tali luoghi non costituiscono una meta dovuta di visita nel corso dell'Hajj o dell'Umra perchè distraggono il fedele dal compimento dei suoi doveri religiosi. In Medina essi visitano le sette moschee, la Moschea Al-Qiblatayn ed altri luoghi per chiedervi benedizioni, per pregare ed invocare Allah. E' questa una pratica che innova e modifica le tradizioni. Esistono al mondo tre sole Moschee che giustificano un viaggio per visitarle. Esse sono: La Sacra Moschea di Mecca, La Moschea del Profeta a Medina e la Moschea Al-Aqsa a Gerusalemme. Si può aggiungere a queste la Moschea di Qeba, per coloro che risiedono a Medina. Nell'Islam non vi sono caverne o posti da visitare a Mecca, Medina od in qualsiasi altra località, perchè non ci sono prove di nulla che incoraggi la gente a farlo (si fa eccezione per visite a tombe per i motivi indicati più sopra).
I pellegrini effettuano l'Hajj per chiedere ad Allah la ricompensa per l'aldilà, quindi essi devono limitarsi a fare quanto Allah ed il Profeta hanno ordinato. Un pellegrino ottiene una ricompensa maggiore se risparmia il suo tempo per pregiare nella Sacra Moschea e nella Moschea del Profeta , e risparmia il proprio denaro in nome di Allah per la carità ai bisognosi. Se egli spreca tali risorse in pratiche innovative e superstizioni egli raccoglierà soltanto colpe e punizioni. E' un dovere del pellegrino di guardarsi da tali pratiche e di non essere fuorviato da coloro che innovano la religione, da laici e da ciò che viene scritto in alcune guide per l'Hajj per promuovere tali innovazioni ed incoraggiare la gente a seguirle. Il pellegrino deve seguire il Santo Corano e la Sunna, cosi da salvaguardare la propria fede e compiere un Hajj accettato.
Si deve qui ricordare che molte autorità considerano lecite le visite a caverne e moschee a Mecca e Medina, purchè tali visite siano effettuate dopo la fine dell'Hajj e dell'Umra, non costino sforzi fisici o danaro e soprattutto non vengano considerate come parte integrante od accessoria dei due riti religiosi.

Errori concernenti i doveri dell'Hajj.

Primo: sul modo di entrare in stato di ehram e di conservarlo.
1. Alcuni pellegrini che viaggiano in aereo, rinviano la loro entrata in stato di ehram fino allo sbarco all'aeroporto di Gedda. Essi entrano in ehram a Gedda o vicino a Mecca, dopo aver passato il punto in cui avrebbero dovuto farlo. Il Profeta ha detto ciò che può essere tradotto come segue: "I punti per l'ehram sono per coloro che vi abitino e per coloro che vi passino nel loro viaggio". Quindi è obbligatorio per chiunque intenda compiere Hajj o Umra e passi per uno di questi punti (o passi parallelamente ad essi viaggiando via aria o via terra) di entrare in stato di erham in quel punto.
2. Alcuni pellegrini credono che non sia permesso usare nulla di ciò che essi non avevano già al momento di entrare in stato di ehram. Quindi essi portano con loro tutto quanto ritengono di aver bisogno più tardi: come, scarpe, danaro etc. quando entrano in stato di ehram. Questa è una convinzione erronea. Non è affatto proibito usare cose che non si aveva con se al momento dell'entrata in stato di ehram. Essi possono comprare tutto ciò di cui abbiano bisogno quando sono già in stato di ehram. Essi possono anche cambiare il loro abbigliamento di ehram con un altro simile, ed i loro sandali o scarpe con altri. Essi devono solo evitare ciò che è specificamente priobito durante lo stato di ehram.
3. Alcuni pellegrini scoprono la loro spalla destra non appena entrano in stato di ehram. Ciò non è corretto e deve essere fatto soltanto durante i primi tre giri della perambulazione per l'Umra o della perambulazione di arrivo per l'Hajj. Al di fuori di queste due occasioni la spalla dovrebbe sempre restare coperta: specialmente durante l'osservanza delle preghiere.
4. Alcune donne credono per gli abiti per l'ehram dovrebbero essere di un determinato colore, specialmente il verde.Ciò è errato: non vi è alcun colore specifico. Esse possono entrare in stato di ehram nei loro abiti normali, ad eccezione di quelli particolarmente attraenti, aderenti, trasparenti o comunque fatti in modo da attrarre l'attenzione su chi li indossa. Abiti del genere non sono comunque permessi, anche al di fuori dello stato di erham.
5. Alcune donne, quando passano il punto dell'ehram con l'intenzione di compiere l'Hajj o l'Umra, non entrano in stato di ehram se hanno la loro mestruazione perchè gli uomini che le scortano pensano che esse debbano essere pulite per poter entrare in erham. Cosi, esse oltrepassano il punto dell'ehrarn senza entrare nello stato. Ciò è certamente errato, perchè la mestruazione non impedisce alle donne di entrare in stato di ehram. Una donna con la mestruazione entra in stato di ehram e fa tutto ciò che le altre pellegrine fanno, ad eccezione della perambulazione della Ka'ba, che verrà rimandata a quando essa torna ad essere pulita come menzionato nella tradizione (a meno che, come già detto, la donna in questione faccia parte di un gruppo che debba assolutamente partire a data fissa). Se la donna passa il punto di ehram senza entrare nello stato di ehram, ma vi ritorna più tardi per farlo, non commette mancanze e non deve compensare. Se, invece, la donna entra in stato di ehram in una località più vicina a Mecca del punto di ehram essa deve compensare con un'offerta, perchè ha mancato uno dei doveri dell'Hajj.

Secondo: nella perambulazione della Ka'ba.

1. Durante la perambulazione molti pellegrini ripetono specifiche suppliche riportate da libretti sull'Hajj. Talvolta ciò viene fatto con la ripetizione in gruppo di tali supplicazioni, seguendo una persona che legge da tali libretti. Ciò è sbagliato per due ragioni: in primo luogo non vi sono supplicazioni specifiche che devono essere fatte in questa occasione, dato che il Profeta non parla di specifiche suppliche per la perambulazione; in secondo luogo, le supplicazioni collettive in gruppo sono una pratica innovativa che disturba i circostanti. La cosa corretta da fare è che ciascuno pronunci le proprie suppliche senza alzare la voce.
2. Alcuni pellegrini baciano I'Angolo Yemenita. Ciò che è errato, in quanto esso deve essere toccato con la mano (o salutato con la mano in caso di grande folla) ma non baciato. La Pietra Nera deve essere baciata: o può essere salutata con la mano in caso di grande folla. Gli altri angoli non devono essere né toccati né baciati.
3. Alcuni spingono gli altri fedeli per toccare e baciare la Pietra Nera. Ciò è errato, perchè lo spingere causa difficoltà e mette in pericolo chi spinge e chi è spinto. Inoltre l'affollamento di uomini e donne può indurre in tentazioni. E' legittimo toccare e baciare la Pietra Nera, se possibile. Se no è sufficiente salutarla senza rischiare l'affollamento, il pericolo e la tentazione. Il culto è basato sulla tollerante benevolenza e sulla comodità del suo esercizio. Toccare c baciare la Pietra Nera è soltanto preferibile, quando lo si possa fare agevolmente per se stesso e per gli altri. Perchè adottare comportamenti proibiti per un atto di culto non obbligatorio?

Terzo: nel taglio dei capelli per l'Hajj e l'Umra.

Alcuni pellegrini scorciano soltanto un piccolo numero di capelli, e questo non è sufficiente per una completa osservanza di tale rituale. E' necessario scorciare tutti i capelli della testa, perchè il taglio di una certa lunghezza dei capefli sostituisce la rasatura, e la rasatura è per tutti i capelfi defia testa.. Allah dice, nel descrivere i pellegrini ciò che può essere tradotto per significare: teste rasate, capelli tagliati corti, e senza timore. Così, se qualcuno scorcia soltanto alcuni capelli non può essere definito come una persona che tagli i capelli corti, ma soltanto come qualcuno che accorcia qualche capello.

Quarto: sosta in Arafat

1. Alcuni pellegrini si fermano fuori di Arafat, perchè non si accertano di dove dovrebbero sistemarsi e non leggono i segnali che indicano i confini di Arafat. Se essi restano fuori Arafat il loro Hajj non è compiuto correttamente. Cosicchè è dovere dei pellegrini di prestare la massima attenzione e di assicurarsi di essere giunto all'intemo del perimetro di Arafat al momento dovuto.
2. Alcuni pellegrini credono che sia necessario, per una corretta presenza ad Arafat, essere in vista della Montagna di Al-Rahmah, o di recarsi ai suoi piedi e scalarla. Per far questo essi si espongono a fatiche e qualche volta a pericoli. Tutto ciò non è richiesto ad essi. Ciò che viene richiesto è di sistemarsi in qualsiasi punto di Arafat. Il Profeta ha detto che l'intera distesa di Arafat è disponibile per la sosta e l'attesa e che i pellegrini dovrebbero trovarsi più in alto della valle di 'Arnah, sia che vedano la Montagna, sia che non la vedano. Altri si volgono verso la Montagna per pronunciare le loro suppliche. Ciò è errato. Essi debbono rivolgersi verso la Ka'ba perchè la Montagna non è qibla (la direzione per le preghiere).
3. Alcuni pellegrini lasciano Arafat prima del tramonto del sole. Ciò non è permesso, il tempo stabilito per lasciare Arafat è il tramonto. Chiunque lasci Arafat prima del tramonto e non vi ritorni viola uno dei doveri dell'haj, deve pentirsi di fronte ad Allah e sacrificare un animale in offerta, perchè il Profeta restò ad Arafat fino al tramonto. Come si è detto prima, comunque, il principio è quello di trovarsi in Arafat per una parte anche piccola della notte. Chi vi sosti o vi transiti durante la notte non commette infrazioni.

Quinto: in Muzdalifah
I pellegrini devono osservare le preghiere del Magrib e dell'Isha insieme, all'arrivo a Muzdalifah. Essi sono anche richiesti di passare la notte sul posto e di osservare a Muzdalifah la preghiera del Fajr. Essi dovrebbero passare il loro tempo pronunciando supplicazioni fino a poco prima dell sorgere del sole, poi pregare e quindi partire per Mina. Coloro che abbiano moitivi validi, in particolare le donne, i vecchi, i bambini e coloro che si prendono cura di loro possono lasciare Muzdalifah dopo la mezzanotte. Alcuni pellegrini commettono errori nell'esecuzione di questo rituale. Alcuni non si assicurano di essere nel perimetro di Muzdalifah e quindi passano la notte al di fuori di esso. Altri partono prima della mezzanotte e quindi non passano la notte a Muzdalifah. Un pellegrino che non passi la notte a Muzdalifah senza un valido motivo non osserva uno dei doveri dell'Hajj. In tal caso deve sacrificare un animale ed offlirlo, pentirsi di fronte ad Allah e chiedere il Suo perdono.

Sesto: nel tiro delle pietre Ai Jamras
Il tiro delle pietre è uno dei doveri dell'Hajj. I pellegrini devono tirare le pietre al Jamra di Al-Aqaba nel Giorno di 'Eid. E' permesso di farlo dopo la mezzanotte (quindi nelle prime ore di'Eid). I pellegrini, quindi, tirano le pietre ai tre Jamras nel pomeriggio dei tre giorni successivi al Giorno di 'Eid. Alcuni pellegrini commettono i seguenti errori nell'osservanza di tali rituali:
a. tirano le pietre fuori del limiti di tempo stabiliti, come tirare al Jamra di Al-Aqaba prima delle ore 24 del Giorno di 'Eid, o prima di mezzogiorno ai tre Jamras nei tre giorni successivi al Giorno di 'Eid. Tutto ciò non è accettabile. E' come se qualcuno effettuasse una preghiera obbligatoria, prima dell'inizio dell'ora stabilita:
b. sbagliano l'ordine per il tiro defle pietre ai tre Jamras: come, cominciare dal Jamra di mezzo, o dall'ultimo. L'ordine previsto è quello di iniziare dal Jamra più piccolo, poi il medio per finire con il Grande Jamra, che è l'ultimo:
c. tirare le pietre da una distanza per cui esse non giungono nel perimetro del Jamra, od al contrario colpire il pilastro con una tale forza da farle rimbalzare al di fuori del perimetro. Ciò può essere causato da ignoranza, fretta o sbadataggine. Tutto ciò non è accettabile perchè il posto giusto dove i pellegrini dovrebbero tirare le pietre ai Jamras è all'interno del loro perimetro:
d. Il primo giorno dopo il Giorno di 'Eid alcuni pellegrini tirano le pietre a tutti i tre Jamras, anzichè soltanto al Jamra Al-Aqaba, anticipando cio che dovrebbero fare il secondo ed il terzo giorno dopo quello di 'Eid. In tal modo essi partono prima della fine dell'Hajj. In un altro caso, i pellegrini tirano le pietre essi stessi la prima volta, ma incaricano qualcun altro di farlo per loro conto nei due giorni successivi, in modo da poter far ritorno nei loro paesi di origine. In tal modo essi trattano con leggerezza i loro doveri dell'Hajj e si lasciano sviare da Satana. Queste persone si sottopongono a disagi e spendono danaro per compiere Hajj e, quando hanno ormai osservato la maggioranza dei suoi doveri, Satana li inganna facendo abbandonare loro il resto di tali doveri. Essi trascurano di passare a Mina le tre notti successive al Giorno di 'Eid, di tirare le pietre e di eseguire la perarnbulazione di saluto al momento stabilito (quando i giorni per l'Hajj sono passati e tutti i suoi doveri sono stati osservati). Se tali uornini non avessero deciso di compiere il pellegrinaggio, non avessero sofferto tutti i disagi e non avessero speso il loro danaro, sarebbe stato meglio per loro. Perchè Allah dice quanto può essere tradotto per significare che : 'E completa l'Hajj o l'Umra nel servizio di Dio". Il completamento dell'Hajj e dell'Umra significa il completamento di tutti i loro doveri da parte di chiunque entri in stato di erham intendendo compierli per servire Allah.
e. Alcuni pellegrini interpretano male il significato di "affrettarsi", che Allah menziona in quanto può essere tradotto per significare: "Ma se qualcuno si affretta per finire in due giorni, non vi è colpa su di lui, e se qualcuno resta oltre, non vi è colpa su di lui". Tali pellegrini pensano che i due giorni menzionati nel verso siano il Giorno di 'Eid ed il giorno successivo, cioè il giorno 11. Pertanto essi partono il giorno 11, dichiarando di avere fretta. Questo è un serio errore causato dall'ignoranza, perchè ciò che viene detto nel verso significa i due giorni dopo il Giomo di 'Eid, cioè i giorni 11 e 12. Se qualcuno si affretta a partire dopo aver tirato le pietre ai tre Jamras nel pomeriggio del giorno 12, non avrà nessuna colpa. D'altro canto, se qualcuno si trattiene e tira le pietre ai tre Jamras il pomeriggio del giorno 13, e poi parte, il suo Hajj sarà migliore e più completo.

Settimo: nella visita alla Onorata Moschea del Profeta
Non vi è dubbio che visitare la Moschea del Profeta è una sunna confermata. Il Profeta dice: "Vi sono soltanto tre moschee che giustifichino un viaggio. Esse sono: la Sacra Moschea di Mecca, la Moschea del Profeta a Medina e la Moschea Al-Ahsa a Gerusalernme". Egli sottolineò anche che una preghiera nella sua moschea vale più di mille preghiere in qualsiasi altra moschea, ad esclusione della Sacra Moschea di Mecca. Questo ci dice che è legittimo visitare la sua moschea e viaggiare per farlo. Comunque alcuni pellegrini commettono molti errori in tale materia. Alcuni di questi errori sono:
a. Alcuni pellegrini credono che tale visita faccia parte dei doveri dell'Hajj, o che ne sia un complemento o vi sia connessa. Ciò è chiaramente errato perchè una visita alla Moschea del Profeta non è limitata ad un periodo specifico dell'anno e non ha alcuna connessione originaria con l'Hajj. Cosi, chiunque compia l'Hajj e non visiti la Moschea del Profeta compie un Hajj completo e corretto;
b. Altri credono che una visita alla Moschea del Profeta sia obbligatoria, ciò che è sbagliato in quanto si tratta di sunna. Se qualcuno non visita la Moschea del Profeta nel corso di tutta la sua vita non cade in colpa. D'altro canto, se qualcuno la visita con buone intenzioni sarà grandemente ricompensato da Allah:
c. Alcuni pellegrini considerano la visita alla Moschea del Profeta come equivalente ad una visita al Profeta stesso o ad una visita alla tomba del Profeta . Questo è un errore di definizione che può essere associato ad un errore di dottrina, perchè un Musulmano deve visitare la Moschea del Profeta per pregare al suo intemo. Una visita alla tomba del Profeta , alle tombe dei suoi compagni ed a quelle dei martiri è un accessorio alla visita della Moschea. Non si dovrebbe viaggiare per visitare le tombe dei profeti e dei santi o per pregare in qualsiasi moschea al di fuori delle tre moschee menzionate prima. Circa le tradizioni che sono state menzionate per incoraggiare i pellegrini a visitare la timba del Profeta , nessuna di esse ha una giustificazione affidabile. Esse sono o del tutto false, o molto deboli, come sottolineato dalla pià affermata scuola di studiosi della tradizione profetica. Ad ogni modo è preferibile che il visitatore della Moschea del Profeta visiti nella stessa occasione le tombe del Profeta e le altre tombe. Lo scopo della visita alle tombe deve tuttavia essere limitato ad esprimere un augurio di pace ai morti e il voto che Allah sia misericordioso e soddisfatto di loro. Non si deve fare appello ai morti, ma soltanto ad Allah per ricevere un Aluto, non si deve chiedere loro alcunchè, perchè facendo questo si rende la visita politeistica ed illegittima:
d. Uno degli errori che fanno i visitatori alla Moschea del Profeta è quello di credere di essere obbligati a fare uno specifico numero di preghiere: ad esempio, 40, od un altro qualsiasi numero. Questo è sbagliato perchè non è confermato che il Profeta abbia specificato il numero delle preghiere da fare nella visita alla moschea. La tradizione profetica che indica il numero di 40 preghiere non è affidabile. il visitatore, quindi, può fare un qualsiasi numero di preghiere a sua scelta (al di fuori, naturalmente, delle preghiere obbligatorie quotidiane):
e. Uno dei grandi errori che commette qualche visitatore della Moschea del Profeta consiste nell'alzare la voce per pronunciare delle supplicazioni. Essi fanno ciò, perchè ritengono che le supplicazioni in quella Moschea siano legittime ed abbiano un merito particolare. Questo è un grave errore, perchè non è legittino pronunciare supplicazioni di fronte a delle tombe, anche se le supplicazioni stesse sono rivolte ad Allah. E' questa una pratica innovatrice che conduce al politeismo. I nostri progenitori non usavano recitare supplicazioni di fronte alla tomba del Profeta quando essi volevano augurare pace al Profeta . Essi si limitavano ad esprimere un voto di pace su di Lui e poi uscivano.Chiunque voglia supplicare Allah nella Moschea dovrebbe farlo rivolto verso la Qibla e non verso la tomba ( il cui ingresso, perennemente chiuso da una cancellata, si trova in direzione opposta). Occorre fare quindi attenzione a rivolgersi in direzione della Ka'ba per supplicare:
f. Un altro dei gravi errori commessi da qualche visitatore della tomba del Profeta è che essi visitano anche moschee e luoghi che non è legittimo visitare nel corso dell'Hajj, perchè ciò può costituire una distrazione. Tale prassi innovatrice è proibita. Per esempio essi visitano le moschee di Al-Gharnamah, di Al-Qiblatayn, e le Sette Moschee ed altri luoghi che la gente male informata assume sia legittimo visitare. Questo è uno dei più gravi errori perchè ci sono soltanto due Moschee che è legittimo visitare a Medina durante L'Hajj. Esse sono la Moschea del Profeta e la Moschea di Qeba'. Le restanti moschee di Medina, cosi come ogni altra moschea in tutto il mondo, possono essere visitate nel corso di visite turistiche e vi si può naturalmente anche pregare, purchè non si ritenga che le preghiere in esse abbiano un valore speciale e che le visite costituiscano un dovere od un complemento dell'Hajj o dell'Umra. I musulmani dovrebbero prestare la massima attenzione a questo e non sprecare il loro tempo ed il loro denaro in azioni che li allontanano da Allah e dalla Sua misericordia. Un culto che non sia ordinato da Allah o dal suo Profeta deve essere respinto e chiunque lo pratichi deve essere biasimato. Il Profeta ha detto quanto può essere tradotto per significare : "Chiunque faccia qualcosa di diverso dalla nostra pratica comune, la sua azione deve essere respinta". Non vi è prova, nell'insegnamento, nell'esempio o nelle hadith del Profeta di nulla che incoraggi i fedeli a visitare le Sette Moschee, o le moschee di Al-Qiblatayn o Al.Gharnamah. Si tratta di una pratica totalmente innovativa.

Domandiamo ad Allah di mostrarci quello che è giusto come giusto e di aiutarci a farlo, e di mostrarci quello che è sbagliato come sbagliato e di aiutarci ad evitarlo. Lode ad Allah, Signore dell'Universo, e pace e benedizioni sul nostro Profeta Mohammad, sulla sua famiglia e su tutti i suoi compagni.

 
     
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