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Abbiamo dato l’ultimo saluto al mese di Ramadan. Ora i suoi giorni diventeranno dei ricordi. La legge di Allah s.w.t continuerà certamente a vigere nell’universo, e se questo mondo dovesse continuare ad esistere allora Ramadan tornerà sicuramente. Ma chi ci può dire se noi in quel momento saremo tra i vivi oppure tra i morti?
Nessuno di noi saprà rispondere a questa domanda, nessuno ha la capacità di valutare quanto possa durare la sua vita. La giovinezza non è prova su una lunga vita, nemmeno la vecchiaia costituisce una prova sulla cortezza della vita. La vicinanza della morte è un segreto esclusivamente divino.
In verità, noi non sappiamo se potremmo accogliere Ramadan un’altra volta; perciò dobbiamo impegnarci nel bene, e promettere Allah s.w.t che non andremo a distruggere ciò che abbiamo costruito, che non intendiamo sviarsi dopo la rettitudine; si presume che ci siamo riconciliati con Allah s.w.t in Ramadan; che abbiamo rinnovato con lui il patto. Abbiamo chiesto Allah s.w.t di perdonare tutti i nostri peccati. E non dobbiamo assolutamente dubitare che Allah s.w.t accetta il pentimento dei suoi servi sinceri, e che Egli perdona quelli che chiedono il perdono.
Cari fratelli, ognuno di noi deve fare il massimo sforzo per non annerire con il suo mal comportamento la pagina bianca che ha aperto con Allah s.w.t., dobbiamo promettere Allah s.w.t di rimanere fedele al patto che abbiamo fatto con lui, cosi che alla fine possiamo incontrarlo con libri bianchi puri. Noi non sappiamo in verità quando lasceremo questo mondo per andare da Allah s.w.t.
Durante Ramadan, Allah s.w.t ci ha donato il buon pentimento, ci ha donato anche il perdono totale; allora non dobbiamo rovinare le nostre buone opere. Non dobbiamo sviarci dopo avere promesso Allah s.w.t che ci teniamo alla retta via. Forse qualcuno chiede: come possiamo tenerci sulla retta via, e astenersi dalle passioni vani e dei desideri illeciti? Come possiamo preservare, fino al giorno della nostra morte, il patrimonio che Allah s.w.t ci ha aiutato ad accumulare?
La via per questo consiste nell’attinenza a due principi: il primo è di eseguire i nostri obblighi verso Allah s.w.t. Il secondo è di eseguire gli obblighi che abbiamo verso la gente. I nostri obblighi verso Allah s.w.t possiamo compierli tramite la vera sottomissione che manifestiamo verso Allah s.w.t, tramite la ferma fiducia che noi siamo servi di Allah s.w.t, non possiamo fare per noi stessi un bene né possiamo evitare un male senza il sostegno di Allah s.w.t., proprio come lo conferma il corano (traduzione): Allah s.w.t è il patrono (difensore, tutore) di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce.
In verità, è Allah s.w.t il nostro patrono, egli che gestisce la nostra vita, se crediamo in questo con fermezza, e se lo viviamo con i nostri sentimenti, la rettitudine sulla via di Allah s.w.t diventa facile, e la conservazione della purezza del nostro libro diventa possibile; e quando lasciamo questa vita per andare a trovare Allah s.w.t, troviamo dinnanzi a noi un Dio perdonatore generoso, anche se qualche volte abbiamo errato, anche se nel frattempo ci siamo arresi davanti la tentazione del peccato, nonostante ciò, la nostra manifestazione di sottomissione verso Allah s.w.t, mentre eravamo sulla sua via, può salvarci. Ma forse qualcuno dice: come faccio a vivere il sentimento di sottomissione?
La via per questo è pure facile da trovare, e consiste nel sentirsi la propria povertà e la propria totale dipendenza di Allah s.w.t, tale sensazione non è difficile da provare. Infatti, nessuno può pretendere di essere invincibile, di essere immortale , o di non essere a rischio di impoverirsi. Tutti noi sappiamo, dopo avere creduto in Allah s.w.t, che la nostra vita dipende in ogni suo istante della contribuzione di Allah s.w.t., Il nostro stato di salute in ogni momento pure dipende dal decreto di Allah s.w.t., Il denaro che guadagniamo, e pensiamo che l’abbiamo avuto grazie al nostro sforzo, è anche un dono di Allah s.w.t. È Allah s.w.t che ci concede il denaro, ed è lui che può togliertcilo in qualsiasi momento. Una volta che noi riconosciamo la nostra totale dipendenza di Allah s.w.t, una volta che riconosciamo la nostra propria modestia nell’universo di Allah s.w.t, una volta che riconosciamo che tutto proviene da Allah s.w.t, proprio in quel momento entreremo nel regno della vera sottomissione, e riusciamo in seguito ad accorgersi che non siamo altro che servi di Allah s.w.t . Perciò si afferma che l’uomo che prende la vita come un divertimento continuo, e ama il godimento terreno piuttosto che amare il suo signore dio, egli è un uomo lontano della misericordia di Allah s.w.t, proprio come riportato nel versetto (traduzione):
Di': « Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto!
Allah non guida il popolo degli empi ».
Queste parole ci chiamano ad entrare nel regno della sottomissione, la sottomissione a sua volta ci conduce ad amare Allah s.w.t. Questo è il sentiero da seguire per conservare i propri libri bianchi e puri fino alla fine della vita. Vivere la sottomissione in modo profondo richiede di riconoscere che noi dipendiamo di Allah s.w.t, questo sentimento di dipendenza ci conduce alla sottomissione che a sua volta ci induce ad amare Allah s.w.t l’unico creatore. Cari fratelli, se i nostri cuori sono duri, e se queste parole non sono sufficienti per intenerirli, si consiglia allora di recarsi all’ospedale e guardare le persone malate, vedere la loro stanchezza, e ascoltare i loro implori risalenti al cielo; poi bisogna riflettere che questi malati erano poco fa sani, e in fine bisogna pensare che nessuno ha la garanzie di dormire e svegliarsi sano. E’ probabile che si trovi soggetti di una di queste malattie.
Chi che ha la forza di respingere una tale disgrazia?
E se il cuore dovesse essere duro da non sentirsi la necessità di tornare da Allah manifestando la propria sottomissione, allora si consiglia di fare una visita di meditazione al cimitero, e guardare le tombe e chiedersi su chi che sta li dentro? Forse li giù giace una ragazza che era di una bellezza esemplare, mentre adesso si è diventata uno spaventoso scheletro; o forse li dentro giace una persona che era di gloria mentre adesso diventata un corpo senza vita. Poi tutti noi avremo la stessa fine. E se questo non dovesse nemmeno bastare si dovrebbe aver paura per se stessi di essere intesi nel versetto in cui si dice (traduzione): Dopo di ciò i vostri cuori si sono induriti ancora una volta, ed essi sono come pietre o ancora più duri.
Questo è il primo sentiero da seguire; compiere il proprio obbligo verso Allah, questo obbligo si interpreta nella sottomissione, la sottomissione ci conduce ad amare Allah, e l’amore di Allah ci dà una felicità inaudita.
Speriamo che Allah perdona i nostri peccati |
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