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Quando verrà l'ausilio di Allah e la vittoria,
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glorifica il tuo Signore lodandoLo e chiediGli perdono: |
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in verità Egli è Colui che accetta il pentimento. |
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È una sura medinese, figura tra la sura Al-Kafirun e la sura Al-Masad per evidenziare la vittoria sul nemico lontano – i miscredenti di Coreish – e sul nemico vicino, ossia lo zio del Profeta (s), nonché per evidenziare i frutti della vittoria di Allah l’Altissimo.
La sura che la precede (Al-Kafirun) si conclude con il ricordo della religione (a voi la vostra religione, a me la mia); questa sura, invece, inizia manifestando la religione, la vittoria del Profeta (s) e dei credenti, vittoria che Allah conferma con l’apertura della Mecca e la completezza della religione.
Motivo della rivelazione:
Questa sura fu rivelata dopo la sura Al-Fath che inizia con i seguenti versetti:
In verità ti abbiamo concesso una vittoria evidente, affinché Allah ti perdoni le tue colpe passate e future
Mentre questa sura si conclude con:
glorifica il tuo Signore lodandoLo e chiediGli perdono: in verità Egli è Colui che accetta il pentimento.
Questa è l’ultima sura che è stata rivelata interamente. Fu rivelata nel giorno del ‘eid, il decimo anno dopo la hijra; dopo la lapidazione a ‘Aqaba il Profeta (s) ritorno’ a Mina dove tenne il sermone d’addio: questa sura e la sura Al-Fath furono rivelate in questa occasione. Il Profeta (s) le recitò davanti a 110.000 suoi compagni, portando il Messaggio e dando l’addio. Questa sura viene anche nominata sura attaudii’ (sura dell’addio) e vale un quarto del Corano.
Possiamo notare un paragone tra il numero dei compagni e il numero della sura; la sura Annasr è nell’ordine la sura 110 nel Corano e i compagni erano 110.000.
Si narra che quando il Profeta (s) la recitò davanti ai suoi compagni, furono felici e fiduciosi nella vittoria eccetto Abbas, lo zio del Profeta (s), che pianse; Il Profeta (s) gli chiese: “Perché piangi, zio?” Rispose: “Penso che la tua anima stia per spirare.” Disse: “È come dici”.
Viene riferito da Abdullah bin Mas’ud, che quando fu rivelata questa sura il Profeta (s) diceva spesso: subhanaka Allahumma ua bihamdika Allahumma ighfarli innaka anta attau uabu arrahim.
Viene riferito da Um Salama che il Profeta (s) negli ultimi giorni della sua vita in qualsiasi istante, quando andava, quando tornava, quando si sedeva e quando si alzava, diceva: “Subhana Allah ua bihamdihi, astaghfirullah ua atubu ilaihi.” Gli chiesero perché dicesse ciò e lui rispose: “Così mi è stato ordinato di dire” e poi recitò la sura Annasr.
Un giorno il Profeta (s) chiamò a se la sua figlia prediletta, il fiore del suo cuore, Fatima Azzahra, che Dio si compiaccia di lei, e le disse: “Figlia mia sono stato avvisato che mi sto avvicinando ad incontrare l’Altissimo”. La figlia pianse, e lui le disse: “Non piangere perché tu sarai la prima della mia famiglia a raggiungermi”. Lei si calmò e poi sorrise. Le parole del Profeta (s) si avverarono in quanto lei fu la prima della famiglia a raggiungerlo.
Si dice che un giorno Jaber bin Abdullah venne visto piangere. Quando gli chiesero il perché rispose che aveva sentito il Profeta (s) dire: “La gente è entrata in massa nella religione di Allah, e ne uscirà in massa”. |
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1. Quando verrà l'ausilio di Allah e la vittoria
In questa sura Dio si rivolge al Profeta (s) ai suoi compagni che erano con lui, la gente fedele e i seguaci. Nel Corano, Allah si rivolge a diversi interlocutori:
1.solo al Profeta (s), es.:
O Profeta, perché, cercando di compiacere le tue spose, ti interdici quello che Allah ti ha permesso?
2.al Profeta (s) e ai suoi compagni, es.:
Quando verrà l'ausilio di Allah e la vittoria, e vedrai le genti entrare in massa nella religione di Allah, glorifica il tuo Signore lodandoLo e chiediGli perdono: in verità Egli è Colui che accetta il pentimento.
3.al Profeta (s) e ai suoi compagni, tuttavia il messaggio è inteso per tutti i credenti fino al Giorno del Giudizio, es.:
Non vedi colui che taccia di menzogna il Giudizio?
Sura Annasr è del secondo tipo, cioè rivolta al Profeta (s) e ai suoi compagni, che a quel tempo erano al limite della sopportazione ed erano molto tristi in quanto in quel periodo erano deboli, poveri, mentre il loro nemico al contrario era in maggior numero, più forte, più ricco e li attaccava.
Al Profeta (s) si stringeva il cuore e soffriva molto del fatto che il suo popolo lo tacciasse di menzogna: la verità era evidente ma loro la negavano, Jibril portava il Messaggio, ma loro non vi credevano; finché Allah disse loro nella sura Hud,v.12:
Forse vorresti tralasciare una parte di ciò che ti è stato rivelato e forse il tuo petto è angustiato da quello che dicono: «Perché non è stato fatto scendere un tesoro su di lui, o perché non è accompagnato da un angelo?». In verità tu sei solo un ammonitore. Allah è il garante di tutto.
E nella sura Alan’aam, v.33:
Sappiamo bene che quello che dicono ti addolora, ma non è certamente te che smentiscono: gli ingiusti negano i segni di Allah.
Nel Corano ci sono diversi versetti che indicano l’ansia dei compagni del Profeta Muhammd (s) nell’attesa della vittoria da parte di Allah. Per questo motivo Allah l’Altissimo si rivolge a loro dicendo che presto arriverà non solo la vittoria ma anche l’apertura della Mecca; secondo alcuni autori con ciò si intende l’apertura di tutti gli altri paesi. Allah ha mantenuto la promessa: l’apertura della Mecca si verificò durante la vita del Profeta (s). Ad essa fecero seguito numerose aperture in Oriente ed in Occidente, merito dei califfi ben guidati e dei loro compagni. Al tempo del califfo Omar bin Alkhattab (r) Dio aveva già dato apertura a 1.036 paesi dove furono costruite 4.000 moschee. |
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2. e vedrai le genti entrare in massa nella religione di Allah
Per religione di Allah si intende l’Islam, mettendo in pratica le sue leggi e la sua etica.
Disse Al-Hasan (r): “Quando fu aperta la Mecca dal Profeta (s) gli arabi dissero: se Muhammad ha avuto la vittoria proprio alla Mecca che è stata protetta nell’anno dell’elefante da tutti quelli che volevano distruggere la Ka’aba, noi non possiamo combatterli. Ed entrarono in massa nella religione di Allah, quando inizialmente ne entravano in piccoli numeri”.
Tribù intere abbracciarono la religione. |
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3. glorifica il tuo Signore lodandoLo
Allah dice al Profeta (s) che quando vedrà la vittoria, l’apertura e la gente entrare in massa nell’Islam, deve glorificarLo dicendo subhanallah.
Ciò sta a significare che non dovete pensare che Allah vi abbia trascurati né che farà vincere il falso sulla verità, bensì di essere certi che Allah non viene meno alle Sue promesse. La glorificazione deve avvenire tramite la lode ad Allah che è il Potente, il Vittorioso e il Saggio. Se egli dà un’opportunità ai miscredenti è per esaminare i cuori dei credenti. Allah non lascia andar perduto il compenso dei credenti, e non rende prospero l'operato dei corruttori; in verità Allah è con coloro che Lo temono e con coloro che fanno il bene.
Allah ha aperto la Mecca, e i suoi abitanti erano tra coloro che più osteggiarono aggredirono e torturarono il Profeta (s), fino ad arrivare ad espellerlo e a tramare di ucciderlo, dopo averlo accusato di essere un bugiardo, uno stregone e un pazzo. Ma Allah ha protetto il Suo Messaggero e gli ha dato la vittoria.
Tramarono contro di lui, ma facemmo sì che fossero loro i perdenti.
E [ricorda] quando i miscredenti tramavano contro di te per tenerti prigioniero o ucciderti o esiliarti ! Essi tramavano intrighi e Allah tesseva strategie. Allah è il migliore degli strateghi. (sura Alanfal, v.30)
e chiediGli perdono
Chiedi o Profeta (s) che Allah ti perdoni e perdoni i tuoi compagni dell’ansia per il ritardo della vittoria. Si dice che la glorificazione e la richiesta di perdono sono delle adorazioni per i Profeti, non perché hanno compiuto un peccato, ma come atto di adorazione.
L’ordine è stato rivelato al Profeta (s), ma è diretto a noi: siamo noi che dobbiamo chiedere perdono al Re che copre i difetti.
Alcuni studiosi affermano che il Profeta (s) chiede perdono per la sua comunità anziché per i suoi peccati, e il chiedere perdono è una adorazione che salva dalle torture.
Dice Allah l’Altissimo nella sura Alanfal, v.33:
Certamente Allah non li castigherà finché tu starai in mezzo a loro. Allah non li castigherà finché chiederanno perdono.
Alcuni compagni del Profeta (s) dissero: “Allah ci ha ordinato quando vengono aperti i paesi di lodarLo, esserGli grati, glorificarLo, pregare e chiederGli perdono”. A conferma di ciò il Profeta (s) pregò al tempo del duhaa 8 rakaat, ed è la prima azione compiuta da lui appena entrato nella moschea.
in verità Egli è Colui che accetta il pentimento.
Allah educa le anime con le prove. Allah l’Altissimo perdona chi chiede il perdono.
Il Profeta (s) ci portò il Messaggio, la gente entrò in massa nella religione di Allah, la voce della fede divenne la più alta e Allah sconfisse il partito del diavolo.
Il Profeta (s) comprese il significato della sura e disse: “Mi è giunto il preavviso della mia morte”.Allah gli aveva aperto la Mecca e quando tornò a Medina lo scelse a Suo fianco (s). |
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