IL DIALOGO DELLE CULTURE
     
   
 
 
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Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

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Motivo della sua rivelazione:
Si dice che fu rivelata per Al’aas Bin Wael Assahmi, il quale un giorno, vedendo uscire dalla moschea il Profeta (s), lo fermò e andò a parlargli. Poi, entrato in moschea, incontrò i capi di Coreish che gli chiesero con chi stesse parlando. “Ero con quello che non ha sèguito”. E aggiunse: “Lasciatelo perdere, quando morirà nessuno lo ricorderà”. In quello stesso periodo morì il figlio del Profeta (s). Per gli arabi, il fatto di non avere figli maschi significava non avere un seguito, una progenie che porti avanti il nome di famiglia. I nemici del Profeta furono quindi contenti della morte del figlio del Profeta (s) e dissero: “Muhammad non ha sèguito e nessuno lo ricorderà più”.
Per questo motivo Allah rivelò questa sura.
Si dice anche che fu rivelata per Abu Lahab, in quanto dopo la morte del figlio del Profeta (s) andò subito dai politeisti e disse loro: “A partire da questa notte Muhammad non ha più seguito”.
Ibn Abbas afferma  che ciò vale per tutti i nemici dell’Islam, che schernivano il Profeta (s) nei loro messaggi e continuarono fino a quando Allah disse: “Noi ti bastiamo contro chi ti schernisce” e “rese infima la parola dei miscredenti, mentre la Parola di Allah è la più alta. Allah è eccelso, saggio”.

Viene riferito da Muslim che Anas bin Malek, che Allah si compiaccia di lui, disse: “Un giorno eravamo seduti con il Profeta (s) in moschea con i compagni. Il Profeta (s) si assopì e si risvegliò sorridendo e gli fu chiesto perché sorrideva. Rispose: “Allah mi ha rivelato una sura” poi recitò: In verità ti abbiamo dato l'abbondanza. Esegui l'orazione per il tuo Signore e sacrifica! In verità sarà colui che ti odia a non avere seguito. Poi chiese: “Sapete cosa è il kauthar?” risposero: Allah e il Suo Messaggero ne sanno di più. Rispose: “È un fiume che Allah mi ha promesso, che contiene il bene in abbondanza”.
 
     
 
1. In verità ti abbiamo dato l'abbondanza.
Viene riferito da Ibn Abbas “È un fiume nel paradiso, le sue rive sono di argento e oro, scorre su perle e corallo, la sua acqua è più bianca della neve, il suo gusto è più dolce del miele”.
Said bin Jubair riferisce che Ibn Abbas, che Allah si compiaccia di entrambi, disse: “il kauthar è il grande bene che Allah ha donato al Profeta (s)”. Quindi Abu Bishir chiese a Said: “Non si dice che è un fiume nel Paradiso?” rispose: “Il fiume nel Paradiso è dal bene che Allah ha donato al Profeta(s)”.
I politeisti e i miscredenti credevano di essere loro i ricchi e i potenti, mentre ai loro occhi il Profeta (s) appariva debole e senza seguito. Essi non sapevano che Allah gli aveva donato il bene in abbondanza sia nella vita terrena sia in quella futura.
 
     
 
2. Esegui l'orazione per il tuo Signore e sacrifica!
La migliore riconoscenza e il più importante mezzo di avvicinamento ad Allah è la sincerità ad Allah nell’adorazione, seguita dal devolvere denaro ai poveri. Quest’ultima azione è un ramo della bontà.
Così come Allah ti ha dato il bene nella vita terrena e in quella futura, e tra questi il kauthar, sii sincero nella tua preghiera e compi il sacrificio sincero per Allah. Come dice Allah: Di': «In verità la mia orazione e il mio rito, la mia vita e la mia morte appartengono ad Allah Signore dei mondi. Non ha associati. Questo mi è stato comandato e sono il primo a sottomettermi».
Disse Anan bin Malek: “Il Profeta (s) sacrificava prima della preghiera (nella preghiera del eid-ul-adha). Gli venne ordinato con questo versetto “Esegui l’orazione per il Tuo Signore e sacrifica”; e quindi eseguiva la preghiera e poi sacrificava”.
Dopo aver evidenziato il bene al Profeta (s) e avergli ordinato di essere riconoscente ed eseguire la preghiera, ha reso evidente la posizione di tutti i nemici dell’Islam e della dawa con la maledizione e il castigo, in se stessi e nelle loro ricchezze. Saranno loro a non essere ricordati.
 
     
 
3. In verità sarà colui che ti odia a non avere seguito.
Il Profeta (s) era benvoluto dalla gente, come ci viene riferito nella sua importante storia. Prima della rivelazione, era soprannominato Al-amin, cioè l’onesto. Coloro che odiano il Profeta (s) non lo odiano per la sua persona, ma per ciò che ha portato: verità, guida e legge islamica.
Delle persone che odiano la religione, annegate nello sviamento, perse nel buio dell’ignoranza, alle quali l’invidia e l’odio ha mangiato il cuore, non ne rimarrà che un cattivo e maledetto ricordo per alcuni (come ad esempio Abu Jahl, Abu Lahab, Abdullah bin Ubai bin Sallul, Al’aas bin Wael, ‘Uqba binA Bi Ma’it), e la totale dimenticanza per gli altri.
Migliaia di persone hanno combattuto contro l’Islam…dove sono ora? Dov’è il loro ricordo? Nessuno più si ricorda di loro, ma sono incorsi nell’ira di Allah. Il ricordo del Profeta (s) invece è rimasto e rimarrà fino al giorno del giudizio. Un ricordo che smuove i cuori dei musulmani in oriente e in occidente. Nel richiamo della preghiera e durante tutto il giorno quante volte diciamo “la ilaha illa Allah, Muhammad rasulullah?”.
Sia il Profeta (s) sia chi lo segue verranno ricordati, e il loro ricordo è vivo nei cuori di milioni di persone come ad esempio Bukhari, Omar bin Akhattab, Alghazali, Averroe’, Avicenna, ecc.
Chi – oggi, ieri, e fra mille anni – odia il Profeta (s), il suo messaggio e la sua religione, , ha un unico destino: finire dimenticato e abbandonato.
 
     
 
L’amore di Allah e il Suo Profeta
Tutta la comunità islamica dice che l’amore per Allah e il Suo Messaggero è un obbligo per ogni musulmano e musulmana ed è una condizione dell’iman. Viene riportato dall’imam Ahmad che Abu Razin chiese al Profeta (s): “Cos’è la fede?” rispose: “Che Allah e il Suo Profeta siano più amati da te di tutto il resto”. E in un altro hadith: “Non completa la sua fede fino a quando non mi ama più’ della sua anima, dei suoi famigliari, dei suoi soldi e di tutta la gente”.
Viene riferito da Abdullah bin Hisham che Omar disse: “O Profeta (s), io ti amo più di ogni cosa, eccetto della mia anima. Il Profeta (s) gli rispose: “Per colui che ha in mano la mia anima, la tua fede non si completa fino a quando non mi ami anche più della tua anima”. Allora Omar disse: Ora ti amo di più della mia anima. E il Profeta (s): “Ora [hai completato la tua fede]”.
Il Profeta (s) ci ha ordinato di amare Allah: “Amate Allah che vi ha donato i beni, e amatemi per l’amore che Allah mi vuole”. (riferito da Tirmidhi)
Omar bin Alkhattab disse: “Il Profeta (s) vide Mu’ad bin Umair venire da lui, vestito con abiti di lana grezza, e il Profeta (s) affermò: “Guardate questo uomo il cui cuore Allah ha illuminato con la Sua luce. L’ho visto assieme ai suoi genitori, che lo nutrivano con il miglior cibo e le migliori bevande, e l’amore di Allah e il Suo Profeta lo hanno ridotto nelle condizioni in cui lo vedere ora.”
In un hadith riferito da Bukhari e Muslim, un beduino andò dal Profeta (s) chiedendogli: “Quando sarà’ l’ora?”. Rispose il Profeta (s): “che cosa hai preparato per essa?”. Rispose il beduino: “Non mi sono preparato con molte preghiere o digiuni, ma amo Allah e il Suo Profeta”. E il Profeta (s): “L’uomo sta con chi ama”.
Disse Anas bin Malek: “Non ho visto i musulmani più felici da quando hanno sentito questo hadith”.
Il Profeta (s) diceva in una invocazione:
اللهم ارزقني حبك, وحب من أحبك, وحب ما يقربني الى حبك, واجعل حبك أحب الي من الماء البارد
Allahumma irziqni hubbuka, ua hubbu man ahabbaka, ua hubbu ma iuqarribuni ila hubbika, uaj’al hubbaka ahabba ilaya min alma albarid.
Signore mio, dammi il Tuo amore, e l’amore di chi Ti ama, e l’amore di ciò che mi avvicina al Tuo amore,e fai sì che il Tuo amore sia più amato a me che dell’acqua fresca.
 
     
 
Nella sura Alkauthar c’è la prova evidente della sincerità del Profeta (s), della grandiosità del Corano e della veridicità della promessa di Allah, anche se dopo un lungo periodo di tempo.
La prima prova l’abbiamo quando Allah dice al Suo Profeta (s): “In verità ti abbiamo dato l'abbondanza.”
Notiamo come l’Islam si è diffuso: più la scienza progredisce più si scoprono i segreti della legge islamica. Il nome del Profeta è rimasto evidente, mentre il nome dei nemici è scomparso.
La seconda prova sta nel fatto che nonostante il Profeta (s) non abbia sentito il discorso dei suoi nemici, Allah lo ha informato di ciò che avevano nei loro animi.
La terza prova è una sfida da parte di Allah; nonostante la brevità di questa sura Allah sfida i nemici del Profeta a portare anche solo un versetto simile. Di': "Se anche si riunissero gli uomini e démoni per produrre qualcosa di simile di questo Corano, non ci riuscirebbero, quand'anche si aiutassero gli uni con gli altri".